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De Natale Marco Benito 1937-2012

Che stai facendo?

De Natale Marco BenitoEsordiva sempre così papà quando ci vedevamo.
Era il suo carattere per niente invadente di essere partecipe della vita dei suoi figli.

Se si parla di lui non si può tralasciare le sue virtù:
severo, ma non brutale, discreto, ma non apatico, testardo, ma rispettoso.

 

Ma gli aggettivi che gli appartenevano di più: introverso e discreto.

 

I ricordi a me più cari sono indubbiamente quelli legati alla mia infanzia, negli anni sessanta quando papà giocava con me a palla nel corridoio, o quando mi portava a visitare le fattorie del materano, quando all’alba ci svegliavamo per andare a funghi sulle Murge e infine quando lo seguivo per fargli compagnia durante il suo lavoro di casellante in quei caselli ferroviari abbandonati nelle campagne deserte tra Puglia e Basilicata.


Ma se oggi è di fatto un itinerario normale fare un salto a Roma, nel 1970 e per me che avevo 7 anni, era paragonabile a Mission to Mars.

Io, Papà e Mamma, viaggio in treno da Napoli a Roma, una visita alla capitale mordi e fuggi, a proposito di mordi ricordo bene il casatiello di nonna Carmela che ci accompagnò in quella giornata, così come la bellezza di quei monumenti e la gioia per me di essere in viaggio con i miei.

Oggi, 17 febbraio 2012, dopo 3 anni di malattia, Papà se ne è andato, ha lottato fino alla fine grazie anche all’amore di Mamma che lo ha sorretto.

Tra me e lui, come sempre, il rapporto continuerà anche adesso.

Ti voglio bene Papà, non lasciarmi la mano!

Papà, mamma e io

 

 

 

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